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Il medico competente

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Il medico competente, conosciuto pure come medico del lavoro, è uno dei soggetti della sicurezza che in azienda ha lo scopo di preservare la salute e la sicurezza dei lavoratori. In particolare, si tratta di una persona specializzata in medicina del lavoro che, tra i diversi compiti che per legge deve svolgere, prende parte alla valutazione di tutti i rischi aziendali e si occupa di sorveglianza sanitaria, sottoponendo i lavoratori alle visite mediche. Questa figura può svolgere la propria attività come dipendente o collaboratore di una struttura esterna pubblica o privata, come libero professionista o come dipendente di un datore di lavoro.

Il medico competente è previsto in azienda, secondo quanto riportato dalla normativa in vigore in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, solo alla presenza delle seguenti attività: utilizzo di apparecchiature munite di videoterminale per almeno venti ore settimanali, esposizione ad agenti chimici pericolosi a un livello non moderato, attività che espongono all’amianto, esposizione al rumore maggiore del valore superiore d’azione, esposizione ad agenti cancerogeni, ad agenti biologici, a movimentazione manuale di carichi, esposizione a raggi X, a sostanze radioattive, a radiazioni ottiche artificiali, a radiazioni ultraviolette e infrarosse o esposizione a vibrazioni. in questi casi si deve quindi provvedere alla nomina medico competente secondo le disposizioni normative che prevedono appunto che il professionista preposto la sorveglianza sanitaria venga nominato.

Il medico competente collabora con il datore di lavoro e con il Servizio di Prevenzione e Protezione alla valutazione dei rischi, programmando dove necessario anche la sorveglianza sanitaria. Non solo. Insieme cercano di individuare le misure necessarie a garantire la tutela della salute e dell’integrità psicofisica dei lavoratori, oltre che organizzare il servizio di primo soccorso, tenendo in considerazione il tipo di attività svolta in azienda e le peculiari modalità organizzative del lavoro. Oltre alla nomina formale il medico competente che esegue la sorveglianza sanitaria ha l’obbligo di istituire, aggiornare e custodire una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria. Documentazione che, alla fine del suo incarico, deve poi consegnare al datore di lavoro. Suo dovere è, anche, visitare gli ambienti di lavoro almeno una volta l’anno o secondo una cadenza diversa, stabilita in base alla valutazione dei rischi, e prendere parte alla riunione periodica, nel corso della quale comunica per iscritto agli altri partecipanti i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata. Il medico compente può avvalersi, quando deve fare accertamenti diagnostici, della collaborazione di medici specialisti che devono essere scelti, però, in accordo con il datore di lavoro. Quest’ultimo può, a sua volta, nominare più medici competenti nei casi di aziende con più unità produttive e qualora la valutazione dei rischi lo richieda. Non può invece svolgere tale funzione, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, chi è dipendente di una struttura pubblica che svolge compiti di vigilanza.

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